Libri: Nati alle 3e32, l'emergenza post-sisma vista dagli aquilani

9Colonne - Roma, 19 apr - A dieci anni dal terremoto che distrusse la città dell’Aquila e i suoi dintorni gli attivisti e le attiviste, principalmente quelli del Comitato 3e32, tra i primi nati subito dopo la tragedia, raccontano se stessi. Lo fanno in un libro corale, “Nati alle 3e32. L’Aquila cronache del dopo terremoto” (Round Robin Edizioni, 2019, euro 16, autori vari, con contributi di Diego Bianchi e Sabina Guzzanti) che nasce dall’esigenza di una contro-narrazione nel contesto della commemorazione istituzionale del decimo anno trascorso dal sisma che, il 6 aprile 2009 alle 3:32 del mattino, scosse la zona provocano 309 vittime e rivoluzionando le vite di migliaia di sfollati. L’intento, spiegano gli autori, è quello di ribadire che nessun “miracolo” è stato avvenuto a L’Aquila, tanto in una gestione emergenziale “calata dall’alto” quanto nella ricostruzione che stenta ancora a mettersi in moto, perlomeno quella pubblica. Altro che miracolo berlusconiano incarnato dalla Protezione Civile di Guido Bertolaso, dunque, come spiega Mattia Lolli, tra i responsabili del Comitato 3e32 e autore di uno dei capitoli del libro: “Temevamo la celebrazione della retorica del miracolo – spiega nella conferenza stampa di presentazione del libro che si è tenuta alla Camera – Il meccanismo voluto da Berlusconi e Bertolaso ha completamente esautorato la popolazione coinvolta dal sisma, introducendo un meccanismo di comando e controllo”: i divieti di assembramento all’interno del campo approntato dalla Protezione Civile, i coprifuoco alle 23, il caffè e il cioccolato banditi “perché eccitanti”, i tentativi di riappropriazione dal basso di uno spazio vitale e di una voce: una storia che, spiega Lalli, andava raccontate “perché è una storia ancora viva e che ha vinto tante battaglie, come quella della trasformazione della Protezione civile in una Spa, che oggi sembra una cosa assurda” ma che al tempo saltò proprio per le proteste degli aquilani e del ‘popolo delle carriole’. Una storia che, nel libro, incornicia un periodo ben delimitato, quello del primo biennio post-sisma, ma ancora attuale perché “da questi 10 anni non abbiamo imparato granché, visto che non c’è ancora una legge quadro, che ci sono tanto paesi all’interno del cratere che hanno tutti regole diverse su come procedere”. A L’Aquila in particolare, spiega Alessandro Tettamanti, giornalista e membro di 3e32 (cui andrà il ricavato delle vendite), anche lui tra gli autori, “manca ancora dal 2012 il riavvio del centro storico che era un po’ il magnete che teneva viva la comunità”: qualcosa si muove ma “la scommessa per farlo riprendere è tutta da vincere, qualcuno ha riaperto ma la transizione non viene governata. Si pensa sempre a un futuro, mentre il futuro è il presente ed è quello che dovrebbe essere amministrato in maniera diffusa”: anche per via del progetto C.A.S.E. “sono stati fatti danni gettando le persone nell’estrema periferia, che ancora non tornano e forse non torneranno mai”. Chi non se ne è mai andato, però, ha fatto e vuole continuare a fare la differenza: “Quella di L’Aquila fu una grande prova di volontariato attivo – spiega Rossella Muroni, deputata di Leu, nel 2009 direttrice generale di Legambiente – ma oggi manca ancora totalmente la ricostruzione pubblica che consentirebbe il vero recupero della realtà locale”.
Nove Colonne
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Data venerdì 19 aprile 2019
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