C’è in Paolo Freire una visione dell’educazione liberatrice....

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Edizioni la meridiana
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Data sabato 24 agosto 2019
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C’è in Paolo Freire una visione dell’educazione liberatrice. Una visione attiva dell’educare, non cristallizzata in saperi da depositare ma in ricerche continue legate al fatto innegabile che chi educa e chi è educato sono in relazione e insieme, entrambi, sono attori in un mondo in costante cambiamento. Ecco perché Freire fa paura a Bolsonaro che ha stravinto le elezioni in Brasile. Troppo chiara ed esplicita è in Freire l’accusa alla concezione ‘bancaria’ dell’educazione e della disumanizzazione che ne consegue e l’idea che educare significa occuparsi delle trasformazioni del mondo. La destra di Bolsonaro invece predilige il pensiero unico, acritico, quello per il quale anche l’evidenza di una foresta che brucia, non è agenda comune ma quetsione militare. Un cattivo maestro Freire per il pensiero di chi vede nell’educazione e nella scuola un modo per garantirsi sudditi/elettori e non cittadini. Nel primo ciclo di Artigiani dell’Imprudenza la cosa che abbiamo appreso è stata non solo l’attualità del pensiero di Freire ma la felice scoperta che sia in Alberto Manzi, che in Claudio Imprudente che in don Tonino Bello c’è molto del pensiero di Freire. Comune l'idea che sono le persone che cambiano il mondo. Per questo educare fa la differenza ed è azione politica: rende le persone protagoniste del cambiamento. Sarà interessante condividere questa consapevolezza il 7 settembre a Artigiani dell'Imprudenza - Seminario / Macerata Intanto per chi volesse approfondire Freire e perchè Bolsonaro oggi ne ha paura, suggeriamo questo articolo: http://rproject.it/2018/11/bolsonaro-contro-paulo-freira/

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