#culturainpillole “Dal Komsomol, l’Unione della gioventù...

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Francesco Brioschi Editore srl
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Data giovedì 11 luglio 2019
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#culturainpillole “Dal Komsomol, l’Unione della gioventù comunista, comunque non l’avevano espulso. In quel caso le conseguenze sarebbero state ben più gravi. Avrebbero anche cacciato suo padre dal lavoro, e in generale sarebbe potuto capitare di tutto. Ma dal Komsomol era arrivata giusto una nota di biasimo, e la cosa era finita lì”, racconta Dmitrij Bykov nel suo romanzo “Giugno”, un viaggio nell’Unione Sovietica alla vigilia della seconda guerra mondiale. Nella Mosca del 1940 Miša, brillante studente di Letteratura e aspirante poeta, si ritrova all’improvviso espulso dall’Università e vede a rischio la sua permanenza nel Komsomol e con quella la stabilità della sua famiglia. Create sotto la spinta di Lenin le organizzazioni giovanili dell’Unione sovietica coinvolgevano i ragazzi fin dai sette anni; dopo essere stati Piccoli Ottobristi per due anni, i giovani sovietici entravano nei Pionieri, dove rimanevano fino ai quattordici per poi passare al Komsomol. Lo scopo era quello di formare giovani ideologicamente ortodossi, dediti al volontariato, allo sport e alla pratica artistica, specialmente teatrale, allontanandoli dalle tentazioni della cultura occidentale e della religione. Il Komsomol fallì nel raggiungere i suoi obiettivi pedagogici per numerose ragioni, tra cui l’inefficienza gestionale e l’incapacità di formare una classe dirigente valida. Ormai politicamente irrilevante, si sciolse nel 1991, pochi mesi prima del crollo dell’Unione Sovietica. #culture #reading #books #collanaglialtri #francescobrioschieditore

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