Se non ci fosse l’estate non avremmo i consigli per...

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Edizioni la meridiana
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Data mercoledì 14 agosto 2019
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Se non ci fosse l’estate non avremmo i consigli per l’estate. Non dovremmo proteggere la pelle dal sole. Non uscire nelle ore calde. Bere tanta acqua. Trascorrere le ore più calde in luoghi refrigerati. Se non ci fosse l’estate non avremmo la prova costume o le diete che promettono perdite eccezionali di kg in pochi giorni. Se non ci fosse l’estate non avremmo le feste di paese, gli amici da ritrovare ma anche le corsie vuote in ospedale, le città deserte, gli anziani e i disabili lasciati soli, i cani abbandonati. Ci sono dei riti e degli allarmi che rendono l’arrivo di ogni Estate certezza della vita che scorre. E ci sono le estati in cui accade qualcosa che non ha nulla di rituale ma che innesca nuovi rituali. Il 2 agosto del 1980 la strage di Bologna diede un sapore assai amaro all’estate. Il 14 agosto del 2018 la cadute del ponte Morandi ha reso nero per davvero il bollino sul calendario. Ogni anno da quel 2 agosto si fa memoria e si chiede giustizia. Quest’anno, per la prima volta, si farà memoria delle vittime della caduta di un ponte, si dirà dei lavori, delle famiglie che hanno perso con la casa la loro vita, si celebrerà una ricostruzione necessaria. Quando nell’Estate di un Paese irrompono fatti violenti e drammatici che colpiscono le vite delle persone, l’Estate, quella delle prove costume, per alcuni finisce. Per chi non è direttamente colpito invece continua. Perché l’Estate si gioca sulla pretesa e il diritto della leggerezza e di un tempo in cui staccare la spina dai problemi. Ed è un diritto sano, che ci salva la vita. Ma la vita è fatta di dolore e bellezza. Sempre. Anche d’Estate. Per questo d’Estate c’è una cosa che non si ha il dovere di fare. Ed è pensare che la sospensione, breve o lunga che sia, dal lavoro ci autorizzi tutti a un disimpegno sul piano sociale. Invece il tempo diverso delle ore d’estate che obbliga, o nel quale ci consentiamo, ore all’aperto, nella natura, con gli amici può essere il tempo migliore per guardarci intorno e provare a capire cosa sta accadendo nelle vite delle persone. Vivere l’estate con l’occhio non del turista e del vacanziere ma del cittadino. Una estate non da selfie ma da obiettivo con scatto sul mondo. Sui luoghi e le persone che incrociamo. Questa è l’Estate 2019 di cui abbiamo veramente bisogno. In fondo si tratta di spostare la telecamera del cellulare da noi agli altri. Magari se cominciamo a farlo d’estate ci riuscirà meglio per il resto dell’anno. Elvira Zaccagnino ( Madre- Il mensiledella famiglia, agosto 2019)

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