RUDOLF ROCKER (MAINZ, GERMANIA, 25 MARZO 1873 – NEW YORK,...

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Elèuthera editrice
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Data lunedì 25 marzo 2019
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RUDOLF ROCKER (MAINZ, GERMANIA, 25 MARZO 1873 – NEW YORK, USA, 19 SETTEMBRE 1958), SCRITTORE E ANARCO-SINDACALISTA TEDESCO, È STATO ANCHE COLLABORATORE DI NUMEROSE RIVISTE ANARCHICHE E DIRETTORE DI GERMINAL (זשערמינאל) IN YIDDISH, UN ORGANO DELL’ANARCHISMO EBRAICO. Nato a Mainz (Renania) il 25 marzo 1873, Rudolf Rocker appartiene a una buona famiglia della classe media tedesca. Il padre, di professione tipografo e politicamente di tendenza moderata e cattolica, educa i tre figli secondo i propri principi, ma la sua prematura morte sottrarrà il piccolo Rudolf alle influenze paterne. Dopo la scomparsa dell’uomo, la famiglia si trova in gravi difficoltà economiche e solo il sostegno dei parenti della madre permetterà ai Rocker di vivere dignitosamente. In particolare sarà lo zio materno, Carl Rudolf Naumann, di idee socialiste, non solo ad aiutarli economicamente, ma anche di fatto a fungere da figura maschile di riferimento. Mandato a studiare in un orfanotrofio cattolico, Rudolf Rocker è ben presto disgustato dai violenti metodi educativi dei religiosi e proprio per questo ben due volte tenterà la fuga dall’istituto con l’intenzione di intraprendere la carriera di tipografo. Le giornate passate nella grande biblioteca dello zio avvicineranno gradualmente il ragazzo all’idea socialista. Divenuto socialista, Rudolf Rocker collabora alla campagna elettorale del Partito Social-Democratico (SPD) per le elezioni del 1890. Nel 1891 assiste al congresso socialista di Bruxelles, rimanendo deluso dal debole antimilitarismo dei delegati tedeschi, mentre è invece favorevolmente impressionato dalle parole dell’anarchico olandese Ferdinand Domela Nieuwenhuis. Ritornato a Mayence, fortifica la sua conoscenza dell’anarchismo con la lettura di “Dio e lo Stato” di Bakunin. Dopo l’espulsione dei cosiddetti Die Jungen dal Partito Social-Democratico, Rocker partecipa alla fondazione dell’«Unione dei Socialisti Indipendenti» (VUS) e diviene un abile oratore, ma in seguito alla repressione di questo movimento è costretto a fuggire a Parigi. Nella capitale francese entra in contatto con gli ambienti dell’anarchismo ebraico, guidato da Solomon Rappaport e Shloyme Zanvl Rappoport, e con i sindacalisti rivoluzionari della CGT. Ormai è ufficialmente conosciuto come anarchico e per questo, dopo la promulgazione di leggi anti-anarchiche in Francia, nel 1894 sceglie di rifugiarsi a Londra. Durante questo periodo traduce in tedesco “Parole di in rivoluzionario” di Kropotkin, stringe amicizia con Max Nettlau e nel 1896 partecipa al Congresso Internazionale Socialista. Nel maggio 1897, in cerca di nuove opportunità lavorative, emigra negli USA insieme alla compagna. Una volta giunti negli States, i due si rifiutano di formalizzare il loro rapporto d’amore, da lui definito: «Un libero accordo tra me e la mia compagna. L’amore è sempre libero. Quando l’amore cessa di essere libero è prostituzione». Respinti in Gran Bretagna dalle autorità americane che non riconoscevano le coppie di fatto, i due si fermano a Liverpool, dove un vecchio compagno aveva offerto a Rudolf Rocker la direzione del giornale anarchico yiddish Dos Fraye Vort («La Parola libera»), che però già versava in cattive acque a causa di forti debiti. Quando nel 1899 l’anarchica Emma Goldman si trova in visita in Gran Bretagna, Rocker le espone i problemi economici del giornale e lei, sempre pronta a sostenere ogni causa legata all’anarchismo, organizza immediatamente ben tre conferenze per raccogliere fondi. Il suo attivismo non riuscirà però a impedire la chiusura del giornale, quantunque nel giro di breve tempo sarà sostituito da un altro in lingua yiddish intitolato Germinal. Nel marzo 1903, gli anarchici ebrei pubblicano nuovamente l’Arbeter Fraint, di cui Rocker assume l’incarico di editore. Questa volta il giornale non vuole solo fare propaganda ma anche formare un gruppo che porti la lotta sindacale nelle piazze. Così, con la sua compagna, si ritrovano in prima fila a numerose manifestazioni dei lavoratori del tessile. Inizia così la loro esperienza anarco-sindacalista. Nel 1907, insieme a Errico Malatesta e Alexander Schapiro, entra a far parte del Bureau internazionale nominato subito dopo il Congresso di Amsterdam. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale si schiera con il fronte pacifista, opponendosi polemicamente al Manifesto dei Sedici di Kropotkin e Jean Grave che invece si schierava in favore dell’interventismo. Nel dicembre del 1914, insieme a molti altri tedeschi e austriaci residenti nel Regno Unito, Rocker viene arrestato e internato in quanto tedesco e quindi a tutti gli effetti bollato come una potenziale spia nemica. Nel marzo del 1918 ritrova la libertà grazie a un accordo per lo scambio di prigionieri promosso dalla Croce Rossa. Tornato in Germania nel novembre del 1918, accoglie l’invito di Fritz Kater e si unisce a lui nella ricostruzione dell’«Associazione libera dei sindacati tedeschi» (Freie Vereinigung deutscher Gewerkschaften, FVdG) di Berlino, che era stata sciolta dalle istituzioni durante la prima guerra mondiale e aveva proseguito le proprie attività clandestinamente. Ammalatosi poco dopo il suo arrivo in Germania, partecipa comunque a diversi comizi e prosegue la sua attività nella FVdG, nella quale si formano due tendenze, una centralista e una «localista» e libertaria. La prevalenza di quest’ultima trasformerà gradualmente l’«Associazione libera dei sindacati tedeschi» in una vera e propria organizzazione anarco-sindacalista. Nella dichiarazione dei principi scritta proprio da Rocker, la FAUD condanna il nazionalismo e la statolatria, difendendo invece l’azione diretta e l’autocoscienza dei lavoratori. A causa di queste esplicite posizioni rivoluzionarie, la FAUD entrerà nel mirino della repressione governativa guidata dal generale Noltke, il vero artefice della soppressione della Comune rivoluzionaria di Monaco. Riuscito a salvarsi, Rocker fa parte degli organizzatori del congresso che a Berlino fonderà l’AIT anarco-sindacalista. In seguito, per un periodo, sarà anche nominato segretario dell’associazione. Oltre a partecipare alle attività dei suoi gruppi, l’anarchico sostiene la rivolta libertaria e antibolscevica di Kronstadt (marzo 1921), pubblica la biografia di Johann Most e comincia a lavorare al suo saggio più famoso: “Nazionalismo e cultura”. Nonostante la crescente perdita d’influenza del sindacalismo sul movimento operaio per colpa dell’ascesa del marxismo, nel maggio del 1926 fa rientro in Germania fortemente preoccupato per la scalata al potere del nazismo. Nonostante tutto, partecipa alla fondazione di una casa editrice libertaria (Gilde Freiheitlicher Bücherfreunde) e prosegue nelle sue normali attività rivoluzionarie. Purtroppo, con la presa del potere nel 1933 di Adolf Hitler, il 27 agosto parte in esilio volontario (passando per la Svizzera e la Gran Bretagna), assieme alla sua compagna e il figlio, con destinazione Stati Uniti. Stabilitisi a Towanda, Pennsylvania, cittadina con forte presenza di socialisti e anarchici, nei suoi comizi si scaglia veementemente contro fascismo, nazismo, razzismo e nazionalismo. Una volta crollato il regime nazi-fascista e terminata la guerra, Rocker fa ritorno in Germania, dove malgrado fosse scettico sulla possibilità di ripresa del movimento anarchico tedesco, partecipa attivamente alla costituzione di una Federazione libertaria («Federazione dei socialisti libertari») sulle ceneri della FAUD. A metà anni ‘50 fa rientro negli USA, dove muore il 19 settembre. Con la sua morte, cesseranno anche le pubblicazioni del suo ultimo organo propagandistico: Die Freie Gesellschaft («La comunità libera»). Testo tratto da: https://www.anarcopedia.org/index.php/Rudolf_Rocker Per approfondire il pensiero di Rocker potete leggere la nostra antologia, a cura di David Bernardini e Devis Colombo, “Contro la corrente” Scheda del libro: https://eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=464 — Products shown: Contro la corrente - Rudolf Rocker.

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