«Non ci si deve lasciar andare. Non si può strillare e far...

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Iperborea Casa Editrice
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Data giovedì 21 marzo 2019
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«Non ci si deve lasciar andare. Non si può strillare e far chiasso e menare botte. Nemmeno quando se ne avrebbe voglia. Nemmeno se si hanno tutte le ragioni del mondo. Non se si nasce donne.» Da «La tua vita e la mia» di Majgull Axelsson, tradotto dallo svedese da Laura Cangemi. Dopo «Io non mi chiamo Miriam» arriva in Italia il nuovo romanzo di Majgull Axelsson che con il suo occhio clinico e ipersensibile alle sottili crepe nell’edificio della società svedese, indaga la fragilità dei legami famigliari in un Paese rigorosamente improntato all’emancipazione dell’individuo. E attraverso la ricerca di verità della sua protagonista affronta un tabù della socialdemocrazia scandinava, risalendo all’epoca della sua fioritura come modello di uguaglianza e solidarietà sociale per dare voce a coloro che ne furono tagliati fuori, privati perfino dei diritti umani.

Non solo libri...