Biblioteca Nazionale Centrale Firenze

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Data giovedì 21 marzo 2019
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Oggi è il primo giorno di primavera, la stagione della rinascita della natura dopo il riposo invernale. Nell'antica Grecia, la Primavera era identificata con Clori, la dea della fioritura sposa di Zefiro, il vento primaverile d’occidente portatore di fiori, mentre a Roma era la divinità italica di Flora, simbolo della fecondità della terra e protettrice delle donne in dolce attesa. In suo onore si celebravano le Floralie, festività annuali caratterizzate da grande licenziosità. La primavera è tra i soggetti più amati nel repertorio mitologico, letterario e iconografico occidentale, rappresenta l’età della giovinezza e della spensieratezza. Come stagione degli amori può essere accompagnata da uno stuolo di cupidi e dalle immagini di coppie teneramente abbracciate; Flora è sempre circondata da fiori e virgulti, così come viene descritta nel poema dei Fasti di Ovidio. Nella BNCF sono presenti due preziose incisioni settecentesche di Francesco Bartolozzi rappresentanti la dea in compagnia di amorini tratte dai dipinti del Guercino nelle collezioni reali inglesi (PAL.10.B.A.11.11) ed un’incisione con lo stesso soggetto (a cui si aggiunge Zefiro) di Vincenzo Vangelisti da un’opera del fiorentino Anton Domenico Gabbiani (PAL.10.2.6.2). L’immagine di Flora ha costituito un tramite assai diffuso per la ritrattistica femminile. La modella regge di solito un mazzolino di fiori e a volte ha il capo inghirlandato. Nella pittura veneziana sono frequenti simili ritratti di ‘belle’ divise fra castità e sensualità , fra l’esser spose e cortigiane. Nei ‘Ricordi di Firenze’ (fondo Cappugi, 353) pubblicati da Barducci e Cocchi intorno alla metà dell’Ottocento possiamo ammirare un’incisione della Flora di Tiziano conservata nella Galleria degli Uffizi. [Testo a cura di Verusca Gallai]

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