È importante fermarsi a riflettere, oggi, a cinque anni...

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Cacucci Editore
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Data venerdì 1 marzo 2019
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È importante fermarsi a riflettere, oggi, a cinque anni dalla sua entrata in vigore, sull’impatto che la legge n. 234 del 2012 ha avuto con riguardo agli strumenti e alle procedure che disciplinano e definiscono l’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Cinque anni fa una nuova legge ‘di sistema’ era assolutamente necessaria, ineludibile. L’Unione aveva, infatti, cambiato volto, con le frequenti, successive riforme dei trattati base (da ultimo, con il Trattato di Lisbona, già entrato in vigore da oltre tre anni) e le significative innovazioni che avevano determinato. Tuttavia, nell’ordinamento italiano mancavano ancora le ‘gambe’ procedurali per poter interagire efficacemente con la nuova realtà europea. Certamente, il contesto politico e istituzionale del 2011/2013, così peculiare per gli equilibri parlamentari e per la fisionomia del Governo in carica, ha avuto un ruolo primario, influenzando fortemente la determinazione ad adottare una nuova normativa e a definirne in modo netto e caratterizzato i contenuti. È la stagione di un Governo che si suole denominare ‘tecnico’, dotato di una base parlamentare amplissima, che forse proprio per questo, fu tanto attento a valorizzare e corroborare le prerogative del Parlamento. ISBN 978-88-6611-792-6 pagine 204 – € 20,00 I CURATORI Enzo Moavero Milanesi è Direttore della School of Law della LUISS Guido Carli (2014-2018) Giovanni Piccirilli è ricercatore di Diritto costituzionale nel Dipartimento di Giurisprudenza della LUISS Guido Carli e coordinatore del modulo Jean Monnet 2016-2019 sul tema “Legislative drafting in implementing EU law in Italy (LEaD-IT)”

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