Spiazzare. Mettersi cioè nella condizione di non sentirsi...

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Edizioni la meridiana
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Data domenica 30 settembre 2018
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Spiazzare. Mettersi cioè nella condizione di non sentirsi confermato in ciò che si sa. Costringersi a cambiare posizione e punto di vista. Non solo per incrociare sguardi altri, ma anche e soprattutto per lasciarsi guidare, nella lettura della complessità di questo tempo, da professionalità altre, apparentemente lontane da ciò che io sono, so e faccio. Non volevamo stupire ma solo dar spazio all’inedito per noi nei nostri approcci educativi, ma esistente nelle ricerche e nelle conoscenze di altri. Portarci a creare connessioni altre nella rottura che avvertiamo e individuiamo nel sistema che non regge e non adempie al suo compito, ma del quale siamo, in quanto educatori e professionisti della cura, parte integrante e responsabile. Bisogna essere complessi per attraversare la complessità. Multidisciplinari e multifunzionali. Soprattutto esserci da professionisti che ricercano, interrogano e osano sconfinare. Perché la città tutta è spazio di cambiamento, di azione educativa o diseducativa. Perché se vince la città, vinciamo tutti noi. Soprattutto vince Gaia. Che poi è la Vita. Ci vediamo a novembre a Disegnare comunità. L'apprendimento come esperienza est-etica Abbiamo nodi di una matassa da sbrogliare ancora ….

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