PRINCIPI DI PROGETTAZIONE UNIVERSALE - Abitazioni accessibili- 2. Gli ambienti confinati

Quarta di Copertina

Fra i molteplici obiettivi della serie di monografie dedicata alla soluzione economica di moltissimi piccoli e grandi problemi pratici che possono rendere più vivibile e confortevole un appartamento, il tema che viene sviscerato in profondità sotto tutti gli aspetti nelle quasi 1200 pagine di testo in quadricromia parte da un preciso interrogativo: con quali caratteristiche si può tentare di realizzare o ristrutturare un’abitazione in modo che sia comodamente fruibile per tutte le età, su tutto l’arco della vita, da quando si è appena nati fino alla vecchiaia più avanzata? Fra i molteplici obiettivi della serie di monografie dedicata alla soluzione economica di moltissimi piccoli e grandi problemi pratici che possono rendere più vivibile e confortevole un appartamento, il tema che viene sviscerato in profondità sotto tutti gli aspetti nelle quasi 1200 pagine di testo in quadricromia parte da un preciso interrogativo: con quali caratteristiche si può tentare di realizzare o ristrutturare un’abitazione in modo che sia comodamente fruibile per tutte le età, su tutto l’arco della vita, da quando si è appena nati fino alla vecchiaia più avanzata? Affrontando secondo i canoni dell’universal design l’argomento relativo alle varie reattività dell’individuo all’ambiente - già ampiamente trattato nella prima monografia “Fondamenti”- si esaminano più a fondo le cause che possono creare la “sindrome dell’edificio malato” (SEM), in particolare per quanto concerne le strutture residenziali. La reattività agli ambienti confinati è un problema che si deve affrontare sempre più frequentemente e non solo nei riguardi degli edifici collettivi. E’ una realtà innanzitutto conseguente all’introduzione crescente anche nelle abitazioni private di materiali di sintesi (materie plastiche, coloranti artificiali, prodotti vari contenenti composti organici volatili nocivi). Antecedentemente alla prima rivoluzione industriale, gli edifici civili erano costruiti e arredati solo con prodotti naturali (pietra, marmo, laterizio, legno, ferro, fibre vegetali, pelli animali, colori ricavati dal mondo minerale, vegetale o animale). Anche se allora erano presenti nel microhabitat gli stessi elementi naturali (radiazioni elettromagnetiche, campi di forza, radon e gli inquinanti biologici animali e vegetali), le particolarità costruttive erano diverse e si potevano contrastare e eliminare più facilmente svariati aspetti dannosi per la salute. Ad esempio, gli edifici non avevano serramenti a perfetta tenuta e “respiravano” meglio. Esaminando le nuove tecnologie costruttive e gli attuali usi di materiali, dispositivi e impianti, si descrivono nei vari capitoli le misure progettuali da adottare non solo per la parte edile e i materiali da costruzione, bensì anche per gli impianti tecnologici, gli arredi e i complementi per ridurre al minimo i livelli di reattività. L’obiettivo della progettazione universale è altresì quello di fornire soluzioni atte a difendere efficacemente l’abitazione dalle varie forme di umidità, corrosione, rumore, scariche atmosferiche, incendi, esaminando le caratteristiche più idonee dei vari elementi costruttivi: fondazioni, copertura, involucro, solai, partizioni interne).

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